Programma



Sabato, 9 Marzo


https://www.lamortedellaleonessa.it/wp-content/uploads/2019/02/nunziaweb-160x160.jpg
Nunzia Tarantini

Apertura e Conduzione dei lavori

15:00

https://www.lamortedellaleonessa.it/wp-content/uploads/2019/02/IMG_7757-160x160.jpg
Daniele Aprile

Alle sorgenti della distruttività maschile.

15:30

Nell’intervento si analizzerà la distruttività dell’uomo, una vera piaga sociale che continua a rappresentare un ostacolo nel percorso verso la parità, lo sviluppo e il rispetto dei diritti umani di donne di tutte le età.
Verranno discusse le cause del dilagare di questa piaga sociale e le figure archetipiche ad essa correlate. Infine, dopo aver attraversato le varie fasi del “teatro della violenza”, vedremo come riconoscere l’uomo distruttivo invisibile.


https://www.lamortedellaleonessa.it/wp-content/uploads/2019/02/IMG_2438-1-160x160.jpg
Carmen Donato La Vitola

La via della leonessa. Alle sorgenti della distruzione della donna.


16:00

Le donne sono afflitte da sintomi che in gran parte derivano dalla rimozione dell’identità e dell’istinto aggressivo che si tramandano da centinaia di generazioni.
In un contesto familiare eccezionalmente frustrante, la bambina, si troverà a dover assumere un comportamento docile, servizievole, sottomesso e a reprimere l’aggressività per poter essere amata dagli altri.
La repressione dell’aggressività, può portare in molti casi allo sviluppo di particolari difese di tipo masochistico.
La struttura masochistica nella donna pervade in alcuni casi tutto il suo modo di vivere e la condiziona profondamente.


https://www.lamortedellaleonessa.it/wp-content/uploads/2019/02/rotunno-160x160.jpg
Francesco Rotunno


Violenza contro le donne e tutele giuridiche.

16:30

La dignità, la indipendenza e la autonomia delle donne si alimentano con la consapevolezza dei diritti: il
percorso ideale e giuridico, necessario a contrastare situazioni culturali che esprimono una concezione della
donna come soggetto a libertà condizionata, è ancora lungo.


https://www.lamortedellaleonessa.it/wp-content/uploads/2019/02/Pino2-160x160.jpg
Giuseppe Chieco


ll simbolismo della leonessa.

16:40

La dea-leonessa nell’iconografia e nel mito. Attraverseremo i miti di Sekhmet e di Nyarivezi.


https://www.lamortedellaleonessa.it/wp-content/uploads/2019/02/vitale-160x160.jpg
Francesco Vitale


Barbablù e il risveglio dell’istinto femminile.

16:50

Mondo interiore e mondo esterno sono in correlazione tra loro. La favola di Barbablù è anche una storia del mondo interiore di una donna. Barbablù è il “predatore naturale”, ed è sia interno che reale, nel mondo: tutto ciò che di svalutativo, limitante, procrastinante, sfiduciato e rinunciatario una donna porta dentro di sé e che può essere stato rinforzato a dismisura dalla cultura e dalle dinamiche sociali. Esso è in radice una forza distruttiva naturale, un nemico interno, con cui è indispensabile fare i conti. È questo nemico interno ad allearsi, nell’inconsapevolezza, con i predatori in agguato “là fuori”. La consapevolezza, l’istinto da riscoprire e ascoltare, l’esigenza e il coraggio di sapere sono le armi di questa battaglia per l’espansione della vita.
L’ascolto delle voci interiori e la curiosità innata sono le chiavi della riappropriazione della propria anima, poi il coraggio di sostenere la visione. Il nemico interno, se non può essere sconfitto per sempre, può essere però relegato entro un lontano confine, in attesa della guarigione. E nel frattempo nulla potrà più costringere a piegarsi al nemico esterno.
A che serve tutto ciò alle donne e ai genitori delle donne future: ad appoggiare la curiosità, il voler sapere, il seguire la propria ispirazione, il non piegarsi alle pressioni ad essere carine. Perché riguarda i genitori? Perché in quanto fenomeno universale esso bussa dall’interno in modo autonomo, chiamando ad una graduale forma di coscienza in un cammino che comincia fin da bambine.



Coffee break

17:00

https://www.lamortedellaleonessa.it/wp-content/uploads/2019/02/leonessa-1-160x160.jpg
Rappresentazione Teatrale

Il lamento della donna morta

17:20 – Interpretato da Donatella Greco e Francesco Petaroscia

Rappresentazione teatrale e prologo ideati e scritti da Nunzia Tarantini.
Link al Prologo


https://www.lamortedellaleonessa.it/wp-content/uploads/2019/02/daniela-160x160.jpg
Daniela Diomede


Vaginismo: il dolore di un conflitto nel corpo di una donna.

17:30

Possibilità di lettura del vaginismo quale linguaggio del corpo.


https://www.lamortedellaleonessa.it/wp-content/uploads/2019/02/d13c0a17-4df2-4405-83a8-1bdd1a854e69-1-160x160.jpg
Luigi Stagno


Morire, sognare, rinascere.

17:40

La comunicazione presente è un sincretico excursus sulla ferita mortale del simbolo più pregnante del femminile: la sessualità e la genitalità.
Un corpo ferito e traumatizzato da macro o microtraumi ripetuti non solo si difende, somatizza, si complessa, dunque si nega, ma anche nega l’accoglienza ed il piacere e ferisce ogni partner, vendicandosi della sua storia con la figura simbolicamente rappresentativa: “Rifiuto fisicamente di accogliere ogni uomo, mi vendico e punisco ogni appartenente alla categoria maschile”.
Questa psicodinamica oltre che fare riferimento ad un vissuto mitologico personale, trascende anche nella mitologia archetipale dell’Olimpo ellenico, anima del pensiero occidentale ma anche universale. Ed in questa possessione rituale, giace languida, la psiche – anima femminile.
Ma esiste la possibilità di un riscatto, di una rinascita? La chance passa attraverso il recupero di una affettività registrata nel corpo e bloccata in uno smarrimento di espressività. La speranza è dunque quella di una mobilizzazione di memoria olografica nel corpo che recuperata attraverso le psicoterapie corporee e codici extraverbali passi da comunicazioni non convenzionali a forme sempre più convenzionali e comunicabili fino a giungere, quando possibile, ad una verbalizzazione ed infine ad una elaborazione liberatoria.


https://www.lamortedellaleonessa.it/wp-content/uploads/2019/02/Patrizia-160x160.jpg
Patrizia Rocchitelli


Educare a riconoscere la violenza per il futuro degli adolescenti.

17:50

Nella presente comunicazione si esaminano brevemente i processi di attivazione di comportamenti violenti nella relazione amorosa tra adolescenti.
In particolare si analizza sia l’influenza dell’educazione consumistica caratteristica della cultura dominante attuale, che porta anche al consumo – uso del corpo femminile, sia l’influenza di una educazione permissiva incapace di elaborare regole e limiti necessari affinchè gli adolescenti possano definirsi e confrontarsi con il mondo adulto. Ma spesso anche una cattiva e inadeguata figura paterna o, più in generale la cultura patriarcale che ferisce l’essenza femminile non fornendo gli strumenti ed i codici per difendersi dagli amori “tossici”.
Esperienze negative vissute durante l’infanzia con genitori violenti possono produrre adolescenti violenti. Infine “l’idealizzazione del maschile” determina nelle ragazze una mancanza di coscienza.
Compito delle agenzie formative è fornire gli strumenti efficaci per comprendere ed avviare un processo di elaborazione dei contenuti inadeguati della relazione amorosa, proponendo modelli positivi, utilizzando film, immagini, elaborati scritti e stimoli appropriati che permettano, all’interno della scuola, l’espressione delle fantasie e delle paure che nella vita reale spesso non è possibile affrontare.


https://www.lamortedellaleonessa.it/wp-content/uploads/2019/02/Monica-160x160.jpg
Monica Leonetti


La fanciulla senza mani. La fiaba come elaborazione della psicologia della donna.

18:00

Persino nel mondo delle fiabe sono pochi i racconti che esprimono tanta sofferenza e crudeltà incomprensibile.
La fiaba “La fanciulla senza mani” dei Fratelli Grimm narra un mondo in cui una tragica necessità familiare impone la mutilazione della propria figlia. E la volontà di una psiche ancora troppo giovane e fragile sceglie di “assecondare” la volontà dell’autorità genitoriale, sacrificando se stessa. Non percorrendo alternative e non immaginando neppure di averne.
Tante donne, come la protagonista della fiaba, abbandonate nella loro infanzia o adolescenza a maltrattamenti di ogni genere, senza la protezione degli adulti, si sono costruite la loro identità rinnegando le capacità del prendersi cura di se stesse.


https://www.lamortedellaleonessa.it/wp-content/uploads/2019/02/IMG_7769-1-160x160.jpg
Carmen Boscolo

Il ruggito della leonessa ferita. L’esplosione del movimento Me Too.

18:10

Analisi di un fenomeno sociale con profonde radici nella psicologia delle donne.


https://www.lamortedellaleonessa.it/wp-content/uploads/2019/02/nunziaweb-160x160.jpg
Nunzia Tarantini

La morte della leonessa.

18:20

La morte della leonessa rappresenta una significativa continuità del lavoro svolto nel convegno “Amore sano e Amore malato”.
Per poter curare le tante storie di violenza, di sesso spersonalizzato, di alienazione, brutalità e cinismo che avvengono incessantemente nella nostra civiltà dobbiamo mettere in moto una rivoluzione delle coscienze animata dal risveglio della consapevolezza. Questo tentativo è in sé un’avventura straordinaria: un viaggio nel contempo interiore e all’esterno, che ci porta verso livelli ancora più profondi di consapevolezza e che ci permette di aprire strade nuove, esplorare nuovi territori. Quest’avventura porta inevitabilmente ad aprire la mente e il cuore, e soprattutto la parte più evoluta di tutti noi, ossia il nostro animo.
Riscoprire la donna significa dare valore al principio femminile, l’unico che consente unatransizione dalla violenza alla non-violenza, dalla distruzione alla costruzione, dal caos all’eros. Riscoprire la donna significa superare la cultura del tempo, un tempo terribile, pieno di maledizioni fra uomo e donna, di aspri conflitti per la supremazia dei ruoli, di rabbia, collera e risentimento dell’uomo verso la donna, che sembra ormai imprigionata nel mito di Ate.
Chi conosce il mito sa che Ate, figlia di Zeus, è una dea dai piedi delicati. Non sfiora la terra ma cammina sopra la testa degli uomini, ora sull’uno ora sull’altro: per la loro rovina. Nessuno infatti resiste al suo potere, Ate acceca chi vuole, e di fatto il suo nome significa proprio la condizione in cui l’uomo commette errori tanto assurdi quanto irrimediabili.
Riscoprire la donna significa contemplare lo splendido batik di Clio Cosmopoulos, intitolato La danza di Afrodite, dove una dea e un dio, una donna e un uomo, gaudenti ed estatici, si uniscono nel meraviglioso equilibrio dell’amore e del piacere, avvolti nelle spire della serpentessa cosmica Kundalini.
Violentare ed uccidere la donna significa per l’uomo rinunciare al proprio femminile, dar vita ad un narcisismo patologico dietro il quale si cela una fallita ricerca di interiorità, essere attratti dalla cultura eroica piuttosto che da un profondo legame con le proprie emozioni. L’ideale eroico, espresso al massimo, promuove l’onnipotenza a discapito di un profondo legame con i sentimenti. L’unica saggezza che ci insegnano i racconti classici è questa: ricordati dei limiti fino ai quali spingerti, limiti imposti ai mortali dagli immortali, il nome che i Greci davano alle loro divinità.



Leggi l’

Introduzione

Scritta da Nunzia Tarantini

Leggi

Leggi il

Prologo

della Rappresentazione Teatrale “Il lamento della donna morta“

Leggi

Scopri i

Relatori

Professionisti ed esperti del settore

Scopri